Illuminazione a led e rendimenti energetici: è ora di fare chiarezza.

Se c’è un aspetto riguardo all’illuminazione industriale e commerciale su cui è necessario fare chiarezza è quello del risparmio che la soluzione con apparecchi a LED procura. E adesso capirai perché.Certo, gli aspetti su cui fare chiarezza sono tanti. Ma riguardo a questi circolano così tante informazioni scorrette, che dei seri chiarimenti sono indispensabili.

Dato che mi piacciono le argomentazioni precise e fondate su fatti reali, non mi limiterò a snocciolarti puri dati teorici su rendimenti e risparmi. Ti presenterò invece due esempi di interventi da me realizzati, di cui conosco ogni minimo dettaglio. Il loro confronto aiuterà a fare chiarezza su tutto quello che ci interessa.

Ma prima voglio sottolineare il perché di tanta informazione poco corretta: non è possibile dare dei valori assoluti, validi in generale, sul risparmio che un impianto a LED può fornire.

Il perché è semplice. I valori ottenibili dipendono da diversi fattori, tra cui in particolare il modello di apparecchio illuminante scelto e le lampade utilizzate. Ma su questo torneremo più tardi. Ora andiamo agli esempi.

Sono due progetti riferiti al medesimo locale tipo, di lunghezza 20 metri, larghezza 10 metri ed altezza da terra alla copertura 8,5 metri e con gli stessi coefficienti/parametri (riflessioni pareti/pavimenti, coefficiente di manutenzione, etc.).

La differenza è che utilizzano due diverse sorgenti luminose, una tradizionale al sodio alta pressione, e una a LED. Confrontando i valori ottenuti nei due impianti saremo così in grado di determinare il reale aumento di efficienza energetica ottenuto dalla soluzione a LED a fronte di consumo nettamente inferiore.

Il primo progetto prevedeva 20 riflettori industriali completi, ognuno, di lampada ellissoidale a ioduri metallici JM-E da 435,5 W (Watt) e flusso luminoso in
uscita cadauno circa 26341 lm (60,5 lm/W) (il Lumen è una misura appunto della “quantità” di luce di una sorgente luminosa). L’illuminamento medio a 80 cm dal suolo era invece di 374 Lux (il Lux misura quanta luce cade su un metro quadro di superficie).

Per il secondo progetto erano invece stati previsti 18 riflettori industriali al led da 200,3 W (Watt) e flusso luminoso cadauno in uscita di circa 31860 lm (159 lm/W), a 80 cm dal suolo.

Se confrontiamo adesso i risultati dei due progetti, appare subito chiara la grande differenza di rendimento ottenuta. A fronte di un livello d’illuminamento EM ed uniformità simili (347 lx lampade tradizionali – 344 lx al led / 0,573 lampade tradizionali – 0,582 lampade al led) a circa 85 cm dal pavimento del locale abbiamo una potenza impiegata notevolmente inferiore con apparecchi al led (3605, 4 W) rispetto ai convenzionali (8710 W) ed un’efficienza luminosa migliore in quelli al led (159 lm/w) contro i tradizionali (60,5 lm/W); ciò significa un consumo energetico inferiore e quindi un risparmio economico da parte dell’utente.

Detto diversamente l’efficienza luminosa delle lampade al LED è ben superiore di quella delle lampade tradizionali. Questo che si traduce in corrispondenti risparmi energetici nella gestione dell’impianto. Ammesso che il progetto sia stato eseguito a regola d’arte, con i LED si spende quindi circa la metà che con un impianto tradizionale, tipo quello presentato.

Supponendo infatti un utilizzo giornaliero degli apparecchi in questione di 9 ore per un totale di 300 giorni di lavoro annui ed un costo stimato dell’energia di 0,12 €/kWh avremmo una spesa dell’energia elettrica pari a:
– 2822,04 € con apparecchi convenzionali
– 1168,15 € con apparecchi al led

con conseguente risparmio all’anno di € 1653,89 € con i led.

Torniamo ora a quanto ti accennavo in precedenza, e cioè all’importanza nella realizzazione di un progetto della considerazione di tutti i fattori implicati, in maniera tale da scegliere la soluzione migliore.

Il successo del progetto non è dovuto all’aver semplicemente impiegato delle lampade LED. Di modelli di lampade ce ne sono a centinaia. Di modelli che in situazioni del genere danno i risultati che ho ottenuto, ce ne sono molte.

Questa è la ragione per cui non è sufficiente affidarsi alla semplice potenza della lampada riportato sulla scheda tecnica, e neppure al numero di Lumen dichiarati. Anche quello può essere fuorviante, e non solo perché a volte non corrisponde al valore effettivo.

La resa finale della lampada, compresa l’uniformità di illuminamento, essenziale per un ambiente in cui ogni spazio abbia la giusta illuminazione, dipende da diversi fattori e non solo dai Watt e dai Lumen. In gioco, ad esempio, rientrano anche le caratteristiche tecniche dell’apparecchio luminoso (tipo di ottica, tipo di lente, tipo di alimentatore, ecc.), così come altre parti dello stesso.

Per questo, una conoscenza “pratica” dei maggiori modelli disponibili sul mercato è essenziale.

Purtroppo questa non conoscenza pratica è molto diffusa, a volte troppo teorica: questa è la ragione della disinformazione riguardo a impianti a LED e prestazioni a cui all’inizio ti accennavo.

E non ti nascondo che a volte si possono anche trovare sul mercato aziende poco serie che contribuiscono a tale disinformazione. Motivo in più per doverle conoscere tutte una ad una.

Aggiungo infine che per il successo di un progetto illuminotecnico, a LED o meno, almeno un sopralluogo è assolutamente indispensabile.

L’esperto di illuminazione deve essere lì, sul luogo, con tutte le sue attrezzature e il suo know-how.

Morale della favola. Se vuoi un impianto di illuminazione che ti dia davvero i rendimenti che ti promette sulla carta, e la qualità di illuminazione che desideri, devi affidarti a qualcuno che conosca perfettamente tutto quanto ti ho detto. E che ovviamente sia in grado di metterlo in pratica nel suo lavoro.

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A cura di Valter Savi